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19 Ottobre Ott 2018 1046 28 days ago

#AlfabetoDuomo F per Fontana

I bozzetti della V Porta: in grande carica e tensione fisica ed emotiva

L’attività di Lucio Fontana per la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano inizia nel 1936 con la commissione della statua di San Protaso per un pilastro interno della Cattedrale. Fu poi nel novembre del 1950 che la Fabbrica lo invitò a partecipare al bando di concorso indetto per la realizzazione della V Porta a tema Origini e Vicende del Duomo. Per il primo grado della competizione Fontana creò un bozzetto di gesso in scala ridotta della Porta (1951), oggi disperso, di cui il Museo del Duomo custodisce la fusione in bronzo (1971-1972): essa presenta tredici altorilievi collegati soltanto dalla disposizione sulla superficie liscia e dalle dimensioni similari.

“Una fantasia creatrice insofferente ai rigidi schemi”

Le figure sembrano affiorare e innalzarsi, ma senza assumere forma definitiva. La superficie di fondo opaca e luminosa al tempo stesso crea uno spazio, un gioco di chiaro-scuro indefinito, dal quale le figure si stagliano risolute, come generate da una forza interna. L’artista predilige scene molto semplificate, non cariche di personaggi o dettagli perché i forti rilievi generano ombre che arricchiscono e infoltiscono le immagini di elementi immateriali. Le suggestioni dettate dalla vitalità plastica, dai contrasti, dalle torsioni estroflesse, sembra rimandare ad ascendenze gotiche fiammeggianti.

Da un punto di vista formale, l’architrave con i Sei papi lombardi nella formella di architrave è un esempio perfetto per comprendere la concezione plastica di Fontana: la materia emerge dal fondo liscio per espandersi ed invadere lo spazio in un moto di torsioni, efficacemente sbalzato da escrescenze materiche, che appaiono come “l’eco di un gesto tanto improvviso da sembrare un colpo di vento” (Fallani, Mariani, Mascherpa 1974).

La Commissione Artistica della Fabbrica parlò di “una forza vibrante che sembra volersi liberare dalla materia” e di una resa giudicata “eccessivamente sintetica anche nel particolare”. Ciò nonostante il bozzetto fu considerato uno dei migliori presentati per il concorso, e per questo motivo venne esposto sempre nel 1951 alla IX Triennale di Milano.

Nel 1952, dopo la realizzazione di un secondo bozzetto, la Commissione affidò a Fontana il primo premio del concorso ex aequo con Luciano Minguzzi, che fu infine scelto dalla Fabbrica per eseguire la V Porta, inaugurata il 6 gennaio 1965.

Ora, a cinquant’anni dalla scomparsa di Lucio Fontana, con il restauro dell’ultimo bozzetto in gesso per la V Porta, giacente finora al Cantiere Marmisti e mai esposto, la Fabbrica del Duomo offre un tributo al dirompente artista che seppe trovare illimitate forme di dialogo con l’Infinito: dal taglio della tela, alle forme di luce, all’incontro fra materia e astrazione ecc.

Dal 27 ottobre al 27 gennaio 2019 sarà infatti allestista nella Sala Gian Galeazzo, all’interno del circuito espositivo del Museo del Duomo, la mostra L’arte novissima. Lucio Fontana per il Duomo di Milano 1936 – 1956.

Visitabile dal giovedì al martedì dalle 10.00 alle 18.00, l’esposizione non comporta alcun surplus nel biglietto di visita al Museo di euro 3.

Gli approfondimenti sull’artista non mancheranno, grazie a molteplici attività promosse dalla Veneranda Fabbrica, come le visite guidate speciali di sabato 27 ottobre: “Lucio Fontana e gli anni del dopoguerra in Duomo” e di domenica 28 ottobre dedicata alle famiglie e ai bambini: “Toc, toc, chi è Lucio Fontana?”.

Clicca qui per scoprire la mostra