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23 Luglio Lug 2018 1136 24 days ago

Una cattedrale d’avorio in esposizione a Merseburg

La Situla di Gotofredo dal 15 luglio al 4 novembre 2018 protagonista della mostra “Thietmars Welt. Ein Merseburger Bishof schreibt Geschichte”


Non solo un prezioso secchiello d’avorio, ma molto di più. Un’autentica basilica figurata, ricavata dall’estremità di una zanna. Tra i pezzi più preziosi del Tesoro del Grande Museo del Duomo di Milano, di proprietà del Capitolo Metropolitano, la Situla del vescovo Gotofredo rappresenta uno dei più insigni capolavori dell’arte sacra del X secolo conservati a Milano.

In occasione della mostra Thietmars Welt. Ein Merseburger Bishof schreibt Geschichte promossa dal Duomo di Merseburg dal 15 luglio al 4 novembre 2018, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano ha raccolto l’invito a condividere la straordinaria bellezza di questo prezioso pezzo con il pubblico tedesco, permettendo il prestito della Situla per tutto il periodo dell’esposizione.

La mostra, che si concluderà nel giorno della festa di san Carlo Borromeo, è dedicata alla singolare figura del vescovo Thietmar di Merseburg (976 – 1018), autore di alcune cronache che offrono un’importante testimonianza ed una ricca documentazione del periodo ottoniano, a cavallo tra il X e l’XI secolo e che ebbe una grande influenza sulla penisola italiana. Il racconto di Thietmar non rappresenta solo una miniera di informazioni sulla vita ecclesiale del tempo: il suo sguardo è infatti rivolto al panorama politico, culturale ed etnologico della sua epoca.

Come si è detto, la Situla di Gotofredo rappresenta uno dei capolavori dell’età ottoniana. Gotofredo fu arcivescovo di Milano dal 974 al 979: milanese di origini longobarde, schierato dalla parte della causa sassone, la sua nomina fu imposta da Ottone II, imperatore del Sacro Romano Impero e re d’Italia dal 973 al 983.

Generalmente si ritiene che la situla fosse commissionata proprio in previsione della venuta a Milano di Ottone II, che però si verificò solo nel 980, quindi immediatamente dopo la morte di Gotofredo, il quale non fu sepolto in Sant’Ambrogio, ma nella Basilica iemale di Santa Maria, ovvero in Duomo.