Grande Museo Del Duomo 2
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10 Gennaio Gen 2018 1210 3 months ago

La Madonna dell’Idea

All’interno del Grande Museo del Duomo, tra le sale del Tesoro, si conserva la preziosa opera di Michelino da Besozzo, capolavoro del ‘400

Il prossimo 2 febbraio, alle ore 17.30, nella ricorrenza della Festa della Presentazione del Signore e in occasione della Giornata mondiale della Vita Consacrata, mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, porterà in processione tra le navate del Duomo l’icona della Madonna dell’Idea. È il giorno della “Candelora”, in cui si celebra la presentazione al Tempio di Gesù, quaranta giorni dopo il Natale, e si tiene la benedizione delle candele, simbolo di Cristo, "luce per illuminare le genti".

Come nasce questo antico rito?

La Madonna dell’Idea è una tavola cuspidata e dipinta su ambo i lati. Databile non oltre la metà del Quattrocento, l’opera è tradizionalmente attribuita a Michelino da Besozzo, pittore e miniatore, tra i più importanti esponenti del gotico internazionale. La piccola tavola rappresenta da un lato la Madonna in trono e sul verso la presentazione di Gesù al Tempio, o purificazione della Vergine.

L’opera è conservata all’interno del Museo del Duomo e come altre opere del Tesoro, di proprietà del Capitolo Metropolitano, ed assolve ancora ad alcune funzioni cultuali della vita della Cattedrale.

Originariamente, la processione con la Madonna dell’Idea si svolgeva da Santa Maria Beltrade, una chiesa oggi scomparsa, a Santa Maria Maggiore, la basilica che un tempo sorgeva al posto del Duomo. Quest’ultima era la basilica invernale, seconda sede dell’unica Cattedrale insieme a quella estiva di Santa Tecla, abbattuta definitivamente alla fine del XVII secolo.

Diverse sono le ipotesi per spiegare l’etimologia del nome “Idea” dato all’immagine mariana. Alcune teorie trovano spiegazione nella cristianizzazione di alcuni riti pagani, legati al culto della madre degli dei, Cibele, Magna Mater Idea, che si svolgevano alla fine dell’inverno per invocare la “rinascita” primaverile della terra, altre nell’origine greca della parola “immagine”.