Vetrate Museo del Duomo di Milano
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3 Agosto Ago 2017 0918 4 months ago

Tutto quello che un vetro “non dice”

La Sala degli antelli nel Museo del Duomo di Milano racconta…

Nel Museo del Duomo di Milano, in una suggestiva sala il cui allestimento ricrea l’incanto di luce e colore originale, sono esposti alcuni antelli delle più antiche vetrate della Cattedrale, databili fra XV e XVI secolo e recuperati da depositi o resi disponibili dalle operazioni di restauro e riordino dei vetri istoriati. Gli antelli sono disposti in ordine cronologico e raggruppati per finestrone di provenienza. Nel percorso di visita, che inizia dall’emiciclo destro, la lettura degli episodi è dal basso verso l’alto.

Si tratta di una antologia del patrimonio vetrario del Duomo che nel tempo ha subito distruzioni, dispersioni e migrazioni improprie. Di particolare rilievo sono gli antelli provenienti dalla Vetrata di San Giovanni evangelista, donata al Duomo nel Quattrocento dall’Università dei notai, opera di Cristoforo de Mottis. Tra quelle del XVI secolo molti dei soggetti si concentrano sull’Antico Testamento, alcuni dei quali su cartone di Giuseppe Arcimboldi detto Arcimboldo di metà Cinquecento, realizzati poi dai mastri vetrai fiamminghi dove si rintracciano i segni del suo linguaggio “ghiribizzoso”, ma di cui resta traccia solo nei registri: negli Annali della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.

Ma come si producevano queste tessere, capolavori d’arte vetraria? Qual era la tecnica applicata e come possono essere restaurati oggi?

La vetrata è un insieme di tessere di vetro che traduce un disegno in primis di un artista o un mastro vetraio: il cartone; poi il vetro, colorato con ossidi metallici allo stato semiliquido, in pasta, viene tagliato per realizzare le tessere secondo questo disegno. Le tessere vitree sono infine completate da un intervento grafico per la riproduzione dei volti, dei panneggi, dei chiaro-scuri, e di tutti i particolari mediante apposizione di un impasto grigio-bruno detto grisaille, stesa a pennello, che viene incorporata al vetro di supporto tramite cottura in un specifico forno (muffola) a circa 800°.

Le tessere sono poi connesse fra loro secondo il disegno originario grazie a profili di piombo saldati a stagno nelle giunture, costituendo così un pannello detto anche capitulus o antello rettangolare o mistilineo che viene inserito in un telaio metallico e infine collocato in opera nei finestroni con zanche e perni.

Per quanto concerne il restauro, esso presuppone un’attenta e precisa analisi dei vetri: datazione, tasso di basicità o alcalinità, impurità, soffiature e bolle, natura dei coloranti, impurità, soffiatura, lavorazione; lo stato: rotture semplici, a raggera, incrinature, distacco di scaglie, formazione di crateri per corrosione, muffe e altri componenti organici; natura e consistenza delle grisaille: buona aderenza, disponibilità a sfaldarsi in scaglie o polvere; connessione elastica, modifiche di tracciato rispetto al disegno originario, passati interventi di restauro a cui possono risalire inserti di tessere d’altre epoche e diverse intonazioni cromatiche, ritocchi a fuoco o a freddo, ecc.

Certamente per procedere all’indagine, non si può prescindere dai documenti di archivio e in particolare, per il Duomo di Milano, dalle ordinazioni capitolari, registri e mandati di pagamento, al fine di individuare datazione precisa e artefice. Inoltre molti antelli hanno subito spostamenti e manomissioni, quindi alterazioni della successione cronologica, motivo per cui occorre ricercare la disposizione originale o comunque la più attendibile storicamente e ricostituire il messaggio originario della vetrata.

La fase successiva prevede l’apposizione del materiale fotografico relativo al singolo antello, in camera oscura in controluce per ricavare le eventuali cause di guasti riscontrati spesso per fattori naturali (umidità, vento, polvere, escursioni termiche), inquinamento, meccanica (urti, onde sonore, piccole cadute di altri materiali).

Qui inizia il vero e proprio restauro, che tutt’oggi continua nei Laboratori di vetrate artistiche che collaborano con la Veneranda Fabbrica.