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22 Giugno Giu 2017 1706 4 months ago

Il Duomo di Milano verso i più recenti sistemi di comunicazione museale

Parte la fase sperimentale del nuovo progetto per il Grande Museo del Duomo in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore

La Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore ed in particolare il Master di II livello in Museologia, Museografia e Gestione dei Beni culturali, avvierà dal 23 Giugno a Settembre 2017 un progetto sperimentale di implementazione e perfezionamento dell’apparato didascalico-didattico per il Grande Museo del Duomo.

Il nuovo modello di trasmissione culturale, al quale si è ispirato tale lavoro, mette al centro non più il Museo, ma il visitatore in quanto punto focale dell’attività museale stessa. Come infatti previsto dai recenti indirizzi del MiBACT “Le domande che guidano la progettazione degli apparati testuali sono “a chi” comunicare, “cosa”, “dove” e “come”: si tratta di domande che discendono direttamente dal concetto di museo al servizio della società, esplicitato nella definizione di museo fornita dall’ICOM, e che a sua volta risponde alla domanda “perché comunicare?[1]

Il progetto, articolato in pannelli e lunghe didascalie, mira a contestualizzare le opere del Museo in relazione alla Cattedrale, in modo da fornire ai visitatori gli strumenti utili a comprendere il legame fra ciò che vedono lungo il percorso espositivo e la storia del Duomo, offrendo così un approfondimento che completa il coinvolgente allestimento creato dall’Arch. Guido Canali, volto a sottolineare in modo particolare le atmosfere e i valori formali delle opere stesse.

L’ulteriore novità di questo apparato di comunicazione riguarda il coinvolgimento attivo del visitatore attraverso un questionario di valutazione del progetto stesso che viene somministrato durante la visita, i cui risultati, una volta terminata la fase sperimentale, costituiranno gli elementi sui quali progettare i testi definitivi.

L’apprendimento diventa motore per la crescita personale pertanto è necessario il coinvolgimento attivo del visitatore, la semplificazione del linguaggio, l’accessibilità fisica e interpretativa.

Il Museo del Duomo di Milano diviene così un case study particolarmente interessante per l’ideazione e la sperimentazione di un piano di comunicazione nuovo visitor oriented.

Primo passo di questo progetto è stato l’aver voluto analizzare 135 schede di gradimento sottoposte ad un campione eterogeneo di visitatori che hanno evidenziato le potenzialità evolutive dell’allestimento.

Sulla base di quanto riscontrato tramite la suddetta analisi, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha sviluppato un progetto di implementazione dell’apparato didascalico didattico suddiviso in 4 fasi di azione con l’obiettivo di ripristinare quel ponte ideale di memorie che riesca ad associare, in un ideale connubio, il passato di un monumento, la sua vita, la sua storia con la realtà attuale sempre in movimento ed in continua evoluzione.

Fase 1: Progettazione (ottobre - novembre 2016) Analisi schede di valutazione sottoposte ai fruitori del Museo per individuare esigenze, punti di forza e debolezza.

Fase 2: Stesura del testo (dicembre – marzo 2016) raccolta delle informazioni sulla base di 2 quesiti inerenti le effettive necessità dei visitatori e la comprensibilità dei pannelli. Applicando le indicazioni tecniche del MiBACT, si è proceduto quindi alla redazione linguistica e grafica di pannelli. La redazione dei testi esplicativi è stata curata da una studentessa del Master in Museologia, Museografia e Gestione dei Beni culturali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, portando a compimento quanto impostato durante la progettazione dell’allestimento del Museo dal Direttore e Conservatore delle raccolte.

Fase 3: Revisione (aprile-maggio 2017) Verifica dei contenuti e previsioni sull’efficacia dei nuovi allestimenti

Fase 4: Sperimentazione (dal 23 giugno a settembre 2017) Questionario di valutazione redatto sulla base dei nuovi modelli di gestione partecipata tra museo e pubblico: attraverso i questionari è stata data ai visitatori la possibilità di raccontare la propria esperienza, esprimendo un’opinione personale in merito al piano di comunicazione del Grande Museo del Duomo di Milano. “I musei hanno cambiato infatti il focus della loro azione: da un focus interno e autoreferenziale - le collezioni, gli allestimenti, ecc. - sono passati ad un focus esterno – i pubblici, le comunità, il patrimonio culturale diffuso sul territorio. I nuovi linguaggi e le nuove forme di comunicazione dei musei contemporanei sono espressione di questa volontà di apertura alla società e alle sue esigenze"[2]. Infine sono stati realizzati oltre 40 pannelli didattici sperimentali in doppia lingua Italiano/Inglese, disposti lungo le 26 sale espositive. Innovativa risulta per alcuni di essi l’associazione testo – immagini: sono state selezionate incisioni da affiancare al testo per facilitare la percezione della corretta collocazione delle opere museali sugli esterni della Cattedrale. Nei testi esplicativi verrà descritto brevemente il contesto storico riferibile alle varie fasi architettoniche che il Duomo ha attraversato dal 1386 ad oggi.

Il Museo del Duomo, a pochi anni dall'inaugurazione si pone in ascolto del pubblico, accogliendo opinioni, impressioni e suggerimenti, inserendosi così all’interno delle logica della gestione partecipata realizzata con il pubblico e per il pubblico. Solo così, infatti, le dinamiche conservatoriali e di esposizione non prescinderanno da quelle comunicative.

Ecco che il Museo diventa una vera e propria “contact zone” aperta all'interazione tra realtà e mondi diversi, propensa all'indagine e allo studio di nuove forme di comunicazione per “l’esplorazione e l’interiorizzazione dei nuovi paradigmi socio-culturali”.

[1] Di Cristina Da Milano, Erminia Sciacchitano, “Linee Guida per la comunicazione nei musei: segnaletica interna, didascalia e pannelli” nei Quaderni di valorizzazione – Nuova Serie, 1 MiBACT, Roma 2015, pag. 42.

[2] Boll. Italia Nostra num.454 “Nuove forme di gestione Reti, sistemi, partecipazione” di Alberto Garlandini – Presidente di ICOM Italia