ARAZZO PASSIONE
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28 Febbraio Feb 2017 1528 8 months ago

Ago e filo per il Paliotto della Passione?

Tutti i perché del Grande Museo del Duomo

Nelle sale del Grande Museo del Duomo che ospitano le opere di età sforzesca è possibile ammirare il bellissimo paliotto fiammingo che narra gli episodi della Passione. Da sinistra a destra, popolate da vivaci e coloriti personaggi, è possibile individuare le scene della Salita al Calvario, della Crocifissione, Deposizione e Resurrezione di Cristo. Il prezioso arazzo, realizzato in lana, seta e filati preziosi, quali fili d’oro e d’argento, fu donato al Duomo dall’Arcivescovo Stefano Nardini (1461-1484) raffigurato inginocchiato con la mano protettrice di sant’Ambrogio sulla spalla mentre, grazie ad un cartiglio, recita ancora oggi la sua preghiera, al cospetto di Cristo risorto.

Il paliotto, ovvero il pannello posto come rivestimento della parte anteriore dell’altare, fu eseguito ad arazzo: tecnica in cui i fili colorati, grazie ai quali è costituita l’immagine, sono tenuti insieme dalla struttura di fili di ordito non colorati. I fili di trama, di colori diversi, vengono intrecciati sull’ordito solo nella sezione richiesta dalla decorazione, per quel colore in una certa area. Questa tecnica fa sì che il dritto e il rovescio dell’arazzo mostrino la stessa immagine.

Il paliotto oggi giunge a noi decurtato nella parte superiore ed inferiore: manca infatti della cornice esterna detta “cimosa” e anche le figure poste sul primo piano, dopo osservazione minuziosa, risultano tagliate. Ai margini laterali, invece, sono stati aggiunti altri elementi (sempre ad arazzo) raffiguranti una prosecuzione un po’ maldestra degli elementi architettonici. Queste modifiche di “ago e filo” furono apportate per adattare il Paliotto quattrocentesco al nuovo altare che Pellegrino Tibaldi, in seguito alle disposizione di san Carlo Borromeo successive al Concilio di Trento, aveva progettato per il Duomo nel XVI secolo.