Altare della Chiesa di San Gottardo in Corte
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9 Agosto Ago 2017 1200 12 days ago

San Gottardo in Corte, la chiesa “degli artisti”

Come nasce un curioso appellativo

Correva l’anno 1952. A Milano, per iniziativa di un cenacolo di intellettuali stretti attorno a Monsignor Ernesto Pisoni (1920 – 1992), Parroco della Chiesa di San Gottardo in Corte e già battagliero e coraggioso direttore dal 1946 al 1961 del quotidiano cattolico “L’Italia” (l’antenato di “Avvenire”), prendeva avvio all’interno della Cappella Palatina una curiosa consuetudine che per tanti anni avrebbe accompagnato la vita culturale di Milano: la celebrazione di una Santa Messa per gli “artisti”.

Un’iniziativa che potrebbe apparire quantomeno bizzarra o particolare, ma che certamente va inserita nel più complesso ed articolato affresco degli ultimi anni del pontificato di Pio XII e che conobbe un notevole impulso qualche anno dopo, con la nomina di Giovanni Battista Montini ad Arcivescovo di Milano. Infatti, il futuro pontefice, ebbe sempre per gli artisti una spiccata attenzione. Con queste forti e profonde parole si rivolse loro nel 1957: «La Chiesa esige, nel suo culto cattolico, che è eminentemente spirituale, cose materiali […]. Chi fabbrica questo tempio di Dio, chi gli dà voce? Siete voi artisti […]. Quindi non dite che la Chiesa non vi comprende, che non vi chiama e non vi invita. Sentite la chiamata che la Chiesa vi fa: Essa vi dice: “Venite ad aiutarmi, perché io ho un tesoro da consegnare agli uomini; date forma a questi concetti sublimi della religione, io ho da elevare la vostra arte a sacerdozio, che sia mediatore tra Dio e gli uomini”. La Chiesa ha bisogno del magistero e del ministero degli artisti». Montini incoraggiò dunque l’iniziativa di una Messa “per gli artisti”, da celebrarsi ogni domenica all’interno della Chiesa di San Gottardo in Corte. Il 3 gennaio 1960, prima domenica dell’anno, celebrò personalmente una funzione nella Cappella Palatina e non volle interrompere tale consuetudine nemmeno al momento dell’elezione al soglio di Pietro: il 7 maggio 1964, all’interno della Cappella Sistina in Vaticano incontrava nuovamente gli artisti per una Santa Messa, attribuendo peraltro la paternità dell’iniziativa a Pio XII, suo predecessore.

San Gottardo in Corte diventava così la “chiesa degli artisti”. Anima della “Messa degli artisti”, oltre allo stesso Monsignor Pisoni, furono la nota mecenate milanese Maria Eugenia Dal Verme ed il gesuita Padre Favaro, all’epoca direttore del Centro Culturale San Fedele. Inizialmente e per circa due anni, essa venne appunto celebrata nella Parrocchia di San Fedele, per essere poi trovare la sua sede definitiva nella cappella di Palazzo Reale. Ben presto, attorno a questo piccolo comitato promotore, si riunirono molte figure significative del mondo culturale milanese  e l’appuntamento domenicale divenne così un appuntamento atteso ed importante della domenica mattina, senza nulla cedere allo spettacolo.

Personaggi dell’arte, dello spettacolo e non solo si sentivano direttamente coinvolti nell’organizzazione della celebrazione, perché chiamati a leggere i testi liturgici o ad animare con il canto la Santa Messa, che si concludeva sempre con la recita della “Preghiera dell’artista”.

Alla Santa Messa parteciparono nel tempo eminenti personalità: musicisti, cantanti, attori, pittori, scultori, architetti e non solo. Tra di essi, si annoverano Gina Cigna, Renata Tebaldi, Giuseppe Di Stefano, Mario Del Monaco, Luciano Pavarotti, Mariangela Melato, Macario, Renzo Ricci e Roberto Hazon.