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12 Maggio Mag 2017 1715 15 days ago

La scoperta del primo Tintoretto, oggi nel Museo del Duomo di Milano

Cronache dal 1955, un ritrovamento eccezionale nei sotterranei della Cattedrale

Estate 1954 - Nello scenario dei sotterranei dalla secolare memoria del Duomo di Milano, sopra un vecchio armadio giaceva un dipinto, una grande tela di tre metri per due che fu portata all’interno dei laboratori della Veneranda Fabbrica, dove restaurata nell’originale gamma di colori, riaccese la “disputa del Tintoretto”. Evidente apparve la maniera della scuola veneta del ‘500, fu subito oggetto di osservazione da parte degli intenditori, i quali adoperarono una particolare macchina per valutare la composizione del colore e le peculiarità tecniche.

Chi è l’autore di “Disputa di Gesù con i Dottori”? Fu il Professor Francesco Arcangeli di Bologna a fare il nome della mano: “È un Tintoretto!”. Senza più alcun dubbio si riconobbe l’opera di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, che avrebbe dipinto la tela in età giovane, circa 25 anni. L’interesse destato, aumentò esponenzialmente quando furono rintracciati altri due ritratti di personaggi illustri dell’epoca: Tiziano nel gruppo di sinistra, avvolto dal manto chiaro, che si volta; Michelangelo in primo piano, chino sul libro, e l’autoritratto di Tintoretto stesso, dietro Tiziano con lo sguardo diretto verso gli spettatori.

La “Disputa”, insieme ad altri due, facevano parte della collezione lasciata in eredità dal cardinale Cesare Monti ai Suoi successori nel febbraio 1650. Trovato il primo Tintoretto, il secondo saltò subito fuori, presso la quadreria nell’appartamento arcivescovile in mezzo a molti altri quadri. “L’adultera” venne confermata opera di un Tintoretto maturo.

Fu poi cercato il terzo Tintoretto, di difficile rinvenimento a causa delle traversie subite dai tesori d’arte, Mons. Lanella di Milano non smise di sperare, occupandosi in prima persona delle ricerche. Consultando vecchi documenti, egli scoprì che parecchi quadri della famosa pinacoteca Monti, emigrarono in Brera, ma nessuna traccia di “Sacre Famiglie” oggetto di pittura. L’ipotesi più accreditata fu la distruzione del dipinto durante i bombardamenti del 1943 o un’eventuale migrazione in territori austriaci o tedeschi.

La “Disputa” fu nel frattempo esposta nel Museo del Duomo di Milano, all’interno di Palazzo Reale, dove ancora è godibile fra le Sale Borromaiche dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 18.00.

Per le visite consultare il sito www.duomomilano.it alla pagina dedicata⇒.