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13 Febbraio Feb 2017 1600 6 months ago

Un quadro(ne) a metà

Tutti i perché del Grande Museo del Duomo

Tra le opere presenti all’interno del Grande Museo del Duomo di Milano, ve ne sono alcune che assolvono ancora la loro funzione liturgica, come i Candelabri Borromeo, o la Madonna dell’Idea, portata in processione per la Candelora, solo per citarne alcune.

Tra le grandi tele che narrano la Vita e i Miracoli di S. Carlo, uno dei più importanti cicli pittorici del genere giunti fino a noi, una delle opere ha perso il suo posto tra le alte navate del Duomo e tra le imponenti tele dei Miracoli di S. Carlo Borromeo che, vengono solitamente esposte in Cattedrale nell’imminenza della festa dedicata al santo, il 4 novembre, per finire all’interno del Museo.

Si tratta di un quadro a tempera raffigurante il Miracolo di Clementina Crivelli Arese, detto anche Miracolo del parto difficile. L’opera, realizzata da Giovan Battista Crespi detto Cerano in occasione della canonizzazione dell’Arcivescovo di Milano (1610), è oggi punto nodale tra le opere dell’epoca borromaica del Grande Museo, costituendo un elemento di contatto tra il racconto nel percorso museale della storia del Duomo e della sua Fabbrica e la tradizione dei Quadroni, conservati nei depositi della Cattedrale. L’opera del Museo è qui conservata perché non più esponibile insieme alle altre tele del ciclo, dal momento che in una data imprecisata all’inizio del Novecento fu tagliata pressappoco a metà. La parte mancante, che si trova oggi a Modena, raffigura il bambino, miracolosamente vivo , tra le braccia della nutrice.