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23 Gennaio Gen 2017 1548 7 months ago

Un prezioso segno di Pace

Tutti i perché del Grande Museo del Duomo

Il Grande Museo del Duomo dedica le prime due sale del percorso all’esposizione e alla conservazione del Tesoro del Duomo. La grande vetrina centrale ospita diversi oggetti liturgici tra i quali la Pace di Pio IV, il papa milanese Giovan Angelo Medici da Melegnano. Il pontefice la donò al nipote, e futuro santo, Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, e questi al Duomo nel 1565.

Si tratta di una manufatto di straordinaria bellezza e preziosità. La piccola edicola è sostenuta da colonne di lapislazzuli con capitelli corinzi realizzati in getto d’oro, mentre le basi ornate di cammei riportano le immagini della Vergine e di san Giovanni. Al centro si ammira la raffigurazione in oro della Deposizione dei Cristo. Sul sarcofago, anch’esso in lapislazzulo, è riprodotta la figura del profeta Giona, in un episodio che anticipa la Resurrezione, più in alto vi è una croce di tredici diamanti sfaccettati e un coronamento  costituito da un fondo di agata e una nuvola raggiata e angeli con ornamenti di pietre dure e preziose tra cui tre cherubini scolpiti in granata.

Perché è detta Pace? Oggetti come questo, tavolette realizzate in per lo più in metalli preziosi, con immagini della Passione di Cristo, venivano utilizzate per portare appunto la pace, ovvero il bacio di riconciliazione prima della Comunione, al coro e a determinate persone partecipanti alla Santa Messa. Quella qui descritta era riservata al solo bacio dell’imperatore o del viceré.