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22 Dicembre Dic 2016 1538 3 months ago

In un antello quante vetrate?

Tutti i perché del Grande Museo del Duomo

Quando in una giornata di sole si visita il Duomo è impossibile non essere abbagliati dallo splendore delle vetrate istoriate della Cattedrale, grazie alle quali la luce che ha attraversato le migliaia di tessere vitree, colora e illumina il Monumento.

Il Grande Museo del Duomo conserva ed espone alcuni antelli, antichi e moderni, databili dal Quattrocento all’Ottocento. Nel corso dei secoli, la tecnica dell’arte vetraria ha subito diverse modifiche e tra quelle più antiche e le più moderne vi sono molteplici differenze, non solo nel “disegno”, cioè nella preparazione del cartone, ma anche nella realizzazione, nell’utilizzo e nella disposizione delle tessere di vetro.

Tra i molti esposti, due antelli raccolgono in un certo senso la storia, o meglio le storie, delle vetrate della Cattedrale: un grande Angelo in preghiera e un Angelo con specchio, entrambi del XIX secolo. Animano lo sfondo delle due grandi figure molteplici tessere colorate, frammentaria testimonianza di antelli molto più antichi ormai scomparsi: motivi vegetali, architettonici e panneggi, ma anche elementi più chiaramente distinguibili come volti, angioletti e armi. Utilizzando le originali tessere risalenti al XV ed al XVI secolo, la bottega dei Fratelli Bertini integrò i due angeli nell’ultimo quarto dell’Ottocento. L’osservazione ravvicinata e contemporanea delle tessere permette di apprezzare al primo sguardo l’evoluzione di smalti, tratti e disegno, ma anche della lavorazione del vetro, per immaginare, anche solo grazie alla suggestione, la luce che nei secoli ha illuminato il Duomo.