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12 Agosto Ago 2016 0900 8 months ago

I bozzetti per la Madonnina, una storia di fede e di arte

Alla scoperta della sala della Madonnina all’interno del Grande Museo del Duomo e di un grande scultore: Giuseppe Perego

Modello della statua in rame da porsi sulla gran guglia. - Antignati intagliatore in legno. - Preda orefice. - De Giorgi pittore. – Perego scultore
Sabbato, 17 giugno 1769.
"Deliberatasi l'esecuzione della statua di rame, che deve essere posta sulla gran guglia, incaricarono l'intagliatore Antignati di fare il modello in legno di essa statua, l'orefice Preda per eseguirla in rame, ed il pittore De Giorgi per assistere allo scultore Perego per la disposizione del modello nella miglior forma. 

Lo scultore Giuseppe Perego presenta i modelli della statua dell'Assunta da porsi sulla gran guglia.
Lunedì, 6 agosto 1770.
L'architetto riferisce intorno ai modelli di creta per la statua della beata Vergine Assunta da collocarsi sulla gran guglia, presentati dallo scultore Giuseppe Perego. Il capitolo si riserva di deliberare.
(Annali della Veneranda Fabbrica del Duomo, vol. VI)

Quella della Madonnina è una storia di ingegno e di passione, di creatività e di sapienza, resa possibile dall’impegno di tanti uomini che in Fabbrica hanno intensamente lavorato perché sul punto più alto della città l’immagine della Vergine potesse spalancare le proprie braccia per abbracciare il mondo, segno di protezione per tutti. Ma come nacque questa immagine? Il racconto di oggi ci porta all’interno del Grande Museo del Duomo, alla scoperta della sala dedicata alla Madonnina e dello scultore Giuseppe Perego.

Già nel 1731, Giuseppe Perego lavorava come collaboratore dalla bottega di Dominione, nel quartiere più attivo ed importante di Milano: quello della Veneranda Fabbrica del Duomo. Fu solo dopo il periodo di formazione presso la bottega del Buzzi, che Perego chiese però di venir ammesso fra gli scultori della Fabbrica e la sua vera occasione si presentò nel 1760 con la prima commissione per il Duomo ed esattamente la statua del guerriero per la guglia dell’Amedeo.

Il 16 luglio 1765, il Capitolo della Fabbrica deliberava la costruzione de “la guglia grande”, decisione da subito trasmessa a “tutti gli scultori de la Fabbrica”. Era il concorso “per la più vistosa statua che avrebbe dovuto decorare l’esterno del Duomo”, infatti il Perego durante il 1768 lavorò per quasi otto mesi alla preparazione di modelli, e nello specifico bozzetti dell’Assunta. Il concorso si restrinse a due scultori: Perego e Mariani.

Nonostante la mancata approvazione dell’architetto Croce, progettista della guglia, la preferenza del Consiglio si diresse verso il Perego. Il Capitolo di Cassina stabilì quindi che il pittore Antonio De Giorgi avrebbe dovuto assumere la direzione del modello, “che della statova in legno e per quella di rame” e che lo scultore Perego avrebbe dovuto fare “un altro o altri modelli secondo gli ordini che gli verranno da noi dati”. 

Il 22 settembre 1769, recatosi nella bottega del Perego per la stima dei modelli in creta raffiguranti l’Assunta, il Croce ne trovò due, “uno …che esprime la Beata Vergine portata su una nuvola e circondata da diversi angioli e cherubini; l’altro che figura la Beata Vergine su di una piccola nube e fiancheggiata da angiolotti”. Il bozzetto prescelto dal Capitolo, raffigurante l’Assunta “su di una nuvola senza angioli al piede”, al momento doveva trovarsi in bottega dall’intagliatore Antignati, colui che avrebbe riprodotto il modello della Vergine in un unico tronco di legno di noce, poi tradotto in rame sbalzato dall’orafo Bini, per essere infine collocato nel 1774 sulla guglia maggiore della Cattedrale.

Nel Grande Museo del Duomo di Milano sono conservati i due bozzetti in creta, considerati ambedue mano del Perego. Il primo, confrontato con la statua aurea che si erge in vetta al Domm, è senza dubbio il modello prescelto nel ‘69. Quattro degli otto angeli, seduti ai piedi dell’Assunta, sono stati aggiunti in corso di lavorazione tra il 1770 ed il 1772 da Giuseppe Perego. I tre rispettivamente con le tavole della legge, l’arpa e l’agnello sono ancora legati al linguaggio seicentesco, mentre il quarto riflette il classicismo dell’arte lombarda di fine ‘500.  Il secondo bozzetto in creta, scartato in sede di Commissione, dopo che il Croce lo aveva fatto perfezionare con l’aggiunta di una moltitudine di angeli: “un nugolo di puttini alati e di cherubini”, con lo sbattere delle ali ed il movimento delle gambe, generano una forza di propulsione che solleva il corpo della Vergine, leggerissimo, verso l’alto. L’elevazione è sottolineata dallo svolazzare di un lembo di veste, come gonfiato dal vento, firma stilistica del Perego.

Per ammirare i bozzetti della Beata Vergine e approfondire la storia delle sculture della Cattedrale, arricchita da poesia e curiosità, potete recarvi presso il Grande Museo del Duomo di Milano, aperto al pubblico tutto il mese di agosto.