Maddalena Museo
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30 Maggio Mag 2014 1230 2 years ago

Una nuova bellezza per la Maddalena

Nel mese di giugno i visitatori del Grande Museo del Duomo potranno assistere dal vivo al restauro della scultura del «Siciliano»


A partire dalla seconda metà del mese di giugno, l’installazione di un box trasparente all’interno del Grande Museo del Duomo darà modo ai visitatori di seguire dal vivo gli interventi di restauro operati sulla statua di Maria Maddalena trasportata dagli angeli di Angelo Marini, detto «il Siciliano». Il restauro, che ha ottenuto l’approvazione della Soprintendenza competente, sarà curato dalla dottoressa Camilla Mancini.

L’opera, risalente alla seconda metà del XVI secolo, viene citata dal Vasari ne Le  vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri.

Egli la definisce «opera bellissima» e ne sottolinea l’importanza nell’ambito dell’attività scultorea di metà Cinquecento. Il Siciliano, arrivato al seguito di Ferrante Gonzaga, ha lavorato per la Veneranda Fabbrica del Duomo dall’agosto del 1548 fino al 1550. I documenti d’archivio della Fabbrica testimoniano, inoltre, la sua presenza stabile presso i cantieri della Cattedrale dal 1560 in poi. 

Egli si fece portatore di un linguaggio nuovo all’interno del gran cantiere del Duomo. La Maddalena è una delle sue opere più rilevanti. Di essa vi è una versione molto simile all’esterno della Certosa di Pavia, altro luogo presso il quale è documentata la sua attività. 

La statua era originariamente collocata all’esterno del Duomo, sul lato settentrionale. Fu rimossa da tale sede dopo i bombardamenti dell’agosto del 1943 e posta al sicuro nei depositi della Veneranda Fabbrica, per poi essere collocata all’interno del Grande Museo del Duomo dal 1953.

La statua del Marini porta su di sé i segni lasciati dal tempo, ma non solo. I fattori ambientali, quali agenti atmosferici e inquinamento, l'hanno gravemente danneggiata, causando la formazione di croste nere nelle parti non esposte all’acqua piovana. Ora, grazie agli interventi di restauro, l’opera ritornerà al suo splendore originario e anche i visitatori del Museo potranno essere partecipi di questa rinascita.